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I segreti più profondi della Fiumara La Verde

 LA FINESTRA TETTONICA DI AFRICO (CALABRIA MERIDIONALE ASPROMONTE)

Dell’Aspromonte conosciamo la sua bellezza, la sua straordinaria capacità di rapirti il cuore, e sappiamo anche le storie, le leggende, le credenze popolari che aleggiano in uno dei territori più mistici dell’intera penisola. Certamente tutto questo non può che far accrescere in noi la consapevolezza di trovarci dinnanzi ad una delle formazioni appenniniche davvero particolari. Il perchè? Lo spiegheremo in questo articolo di carattere scientifico redatto grazie agli studi del geologo Isidoro Bonfà, che traccia un profilo geologico davvero dettagliato, che ci aiuta ad immergerci (se pur virtualmente) all’interno di uno dei Canyon più incredibili della bassa Calabria – Versante Ionico Reggino. Stiamo parlando della Fiumara “La Verde” che dall’interno del suo ventre, scavato per milioni di anni dalla potenza delle acque ci apre un mondo fatto non solo di Calabria…

LA VERDE

L’Aspromonte é l’estremo settore sud della catena Alpina, ed è costituito da frammenti crostali profondi di metamorfiti originatesi in età paleozoica, appartenenti a tre unità tettoniche giustapposte e sovrapposte da faglie inverse ed estesi sovrascorrimenti alpini aventi vergenza a Nord Ovest. Quello che vediamo in questa immagine sono Filladi con plaghe quarzitiche e scisti che affiorano sui ripidi versanti delle gole della fiumara La Verde nel versante ionico dell’Aspromonte.

Il basamento cristallino del margine meridionale della zolla europea che affiora nella Calabria meridionale.

 

Le Unità tettoniche in affioramento nel massiccio dell’Aspromonte dalle più superficiali alle più profonde:

1 – Unità di Stilo: che borda l’Aspromonte dal lato orientale, affiorando lungo il versante ionico del massiccio e si estende ancora più a nord, bordando il rilievi montuosi delle Serre; è l’unica che conserva frammenti della originaria copertura sedimentaria di calcari giurassici
2 – Unità dell’Aspromonte: che costituisce l’ossatura del rilievo montuoso.
3 – Unità di Mandanici: che affiora unicamente un una piccola zona attraversata dalle gole della Fiumara La Verde, nella finestra tettonica di Africo

I litotipi metamorfici di queste tre unità tettoniche si sono originati in età paleozoica nella crosta europea in corrispondenza del suo margine meridionale.
Questo era costituito dalle tre microzolle di Sardegna,Corsica e Calabria che, dall’Oligocene ad oggi, si sono staccate dal golfo del Leone (Marsiglia – Francia meridionale) e sono state dislocate nel mediterraneo, con moti crostali rotazionali e traslativi, dovuti all’interazione tettonica tra le zolle europea ed africana.

Queste tre microzolle, per le rilevanti migrazioni tettoniche subite occupano le attuali posizioni e la Calabria risulta essere un frammento della più antica catena Alpina, che si trova oggi incassata invece tra la più giovane catena appenninica che è posta a nord della linea vulcano-tettonica di Palinuro-Sangineto e quella siculo magrebide, che è posta a sud della linea vulcano-tettonica di Taormina.

Questa nuova catena, con il frammento crostale della Calabria interposto, viene oggi a costituire un unico sistema di rilievi montuosi e collinari, che si estendono con continuità dalla Liguria alle coste dell’Africa settentrionale tunisino-algerine. I terreni delle unità tettoniche metamorfiche, tra cui quelli dell’unità di Mandanici, la più bassa delle tre in affioramento nell’Aspromonte, si sono originati a diversi km di profondità in età paleozoica e sono stati successivamente riesumati e portati in affioramento nel corso dell’orogenesi alpina.

Le metamorfiti delle immagini si sono originate dalla trasformazione, in un ambiente tettonico di medio-alta pressione e bassa temperatura, metamorfismo di seppellimento a partire da una successione di terreni sedimentaria costituita da alternanze di strati di argille limi e sabbie. Dal metamorfismo dei livelli sabbiosi, ricchi di quarzo derivano le plaghe di colore bianco che si vedono nelle immagini, che sono a volte dislocate da faglie dovute alla intensa fratturazione delle unità, che è occorsa durante le fasi di trasporto e di sollevamento tettonico.
Le rocce infatti si presentano intensamente fratturate, a luoghi ossidate e incrostate da mineralizzazioni dovute alle risalite, dalle profondità, di fluidi arricchiti in metalli e solfuri. Tutto questo deriva dalla lunghissima e tormentata storia geologica della Calabria a partire dagli ultimi 350 milioni di anni.

Tectono-stratigraphic and kinematic evolution of the southern Apennines/Calabria–Peloritani Terrane system (Italy) – Evoluzione tectono-stratigrafica e cinematica dell’Appennino meridionale / sistema terrestre Calabria-Peloritani (Italia) Articolo in Tectonophysics – 583: 164–182 · gennaio 2013

 

L’attività sismica di questo territorio è, infatti, tra le più rilevanti dell’intera penisola.

Dall’esame dei dati sismologici storici, infatti, è possibile riscontrare che l’area calabro-peloritana, ivi compresa quella di Aspromonte è stata interessata da frequenti e forti eventi sismici connessi alle strutture tettoniche che attraversano il territorio. Tra gli eventi più energetici e distruttivi, che hanno interessato anche l’Aspromonte Geopark (Figura 4), si fa menzione della sequenza sismica che colpì la Calabria meridionale nei mesi di febbraio-marzo del 1783, caratterizzata da cinque scosse telluriche di notevole magnitudo (5.9 £ M £ 6.9) con epicentri variamente distribuiti lungo l’allineamento tettonico che dal graben del Mesima porta allo Stretto di Messina, e l’evento sismico, con annesso tsunami, del dicembre 1908 (M > 7) sullo stesso Stretto, uno tra i più disastrosi della storia sismica italiana, che provocò circa 200.000 vittime tra Reggio Calabria e Messina e che distrusse parecchi centri abitati nell’immediato entroterra della provincia di Reggio Calabria. Tra gli eventi più recenti, ma comunque contraddistinti da una minore severità rispetto ai precedenti, è da ricordare il terremoto del gennaio 1975 con epicentro sempre sullo Stretto di Messina (catalogo dei forti terremoti in Italia dal 461 a.c. al 1990, 2° edizione; da Boschi et alii, 1997).

 

BUON VIAGGIO CON QUESTA CLIP…

Credit:
Carta geotettonica – Aspromonte Calabria
http://www.luniversoeluomo.org/ge…/calabr/immagini/bon2b.jpg

Vedi anche:
http://www.luniversoeluomo.org/geolog/calabr/arco-c.htm

La pubblicazione da cui è tratta la figura della migrazione:
https://www.researchgate.net/publication/256860241_Tectono-stratigraphic_and_kinematic_evolution_of_the_southern_ApenninesCalabria-Peloritani_Terrane_system_Italy

 

By Isidoro Bonfà