25 Aprile; Progetto Pòleis, alla scoperta della Valle degli Armeni

Il 25 Aprile Kalabria Experience – Progetto Pòleis propone il Tour Esperienziale e fotografico alla scoperta dei Borghi della “Valle degli Armeni”, un itinerario che attraversa la storia e il tempo, alla scoperta di questo lembo di terra della provincia reggina. Dalle prime colonie Greche al passaggio degli Armeni in Calabria che in questo territorio hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio ed il loro stanziamento in epoca Bizantina.

Ci si muoverà raggiungendo siti e borghi con le proprie auto.

Il tour “Valle degli Armeni” propone; una visita al Parco Archeologico Urbano di Brancaleone Vetus, dove ammireremo oltre le emergenze storico-archeologiche del sito, anche la Grotta-Chiesa dell’Albero della Vita, icona della cristianità Armena dell’area.

Ci sposteremo poi presso l’Abbazia di Santa Maria di Tridetti di Staiti e conosceremo la storia di questa antica abbazia, fra le più belle dell’area reggina, con le sue caratteristiche architettoniche degne di rilievo ed il paesaggio incantato intorno.

Il Tour si sposterà verso Bruzzano Zeffirio dove raggiungeremo la leggendaria Rocca degli Armeni a Bruzzano Vetere. Qui toccheremo con mano e vedremo con gli occhi la storia degli armeni tra storia, fascino, panorami mozzafiato e particolari inediti, con la Visita al complesso fortificato della rocca e il meraviglioso Arco dei Principi di Carafa.

Pranzo a Bouffet Tipico (a cura dei volontari della Pro Loco di Bruzzano Zeffirio APS)

 

L’iniziativa sarà legata alla Giornata del Ricordo del Genocidio del Popolo Armeno che ogni anno si celebra in Calabria. Al termine del tour, ci sarà un momento commemorativo con l’accensione della fiamma della memoria presso il Teatro all’aperto di Bruzzano Vetere, con la rappresentanza della Comunità Armena-Calabria ed Istituzioni locali.

PROGRAMMA:

Ore 09:00 Raduno registrazione dei partecipanti (Piazza Stazione Brancaleone)
Ore 09:15 Partenza con le proprie auto verso Brancaleone Vetus (visita del sito storico, grotte, ruderi e percorsi del Borgo).
Ore 11:30 Trasferimento all’Abbazia di Santa Maria di Tridetti (Staiti) – visita guidata dell’abbazia Bizantina
Ore 12:30 Arrivo previsto presso l’Abbazia di Santa Maria di Tridetti
Ore 12:30 Trasferimento in auto a Bruzzano Vetere – Rocca degli Armeni
Ore 13:30 Pranzo Buffet Tipico (all’aperto) a cura della Pro Loco di Bruzzano Zeffirio APS
Ore 15:00 Visita al Castello della Rocca Armenia, e Arco Trionfale dei Principi Carafa
Ore 16:30 Raduno presso l’area del teatro all’aperto e cerimonia solenne in ricordo dei Martiri Armeni
Ore 18:30 Saluti e rientro.

 

SCHEDA TECNICA

Comuni interessati: Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Staiti.
Escursione di tipo: T (Turistica)
Difficoltà: nessuna
Acqua: Rifornirsi da casa
Adatta ai bambini: SI (purchè accompagnati e sotto la responsabilità di un genitore)

 

CONSIGLIATO:

Abbigliamento a strati e adatto al periodo climatico, scarpe comode (anche snikers), cappellino, occhiali da sole, k-way, acqua almeno 1,5lt, eventuale spuntino di mezza giornata, macchina fotografica o smartphone.

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

10€ (a persona) + 10€ per il Pranzo (che include “Buffet” a base di prodotti tipici locali di Bruzzano).

 

ISCRIZIONI A NUMERO CHIUSO :

MAX 30 persone

 

PRENOTAZIONI:

Telefonando al num. 3470844564 oppure mediante messaggio WhatsApp scrivendo il proprio (NOME E COGNOME), entro e non oltre il 22 Aprile.

 

N.B.
L’escursione non prevede alcuna polizza assicurativa per eventuali infortuni. Ognuno partecipa volontariamente esonerando da ogni responsabilità civile o penale l’organizzazione.

AgroArcheoTrekking-Domenica 28 Maggio alle Rocche di Prastarà

Nell’ambito della programmazione di Agro Archeo Trekking  Kalabria Experience in collaborazione con l’Associazione Vincenzo Luca Romeo di Masella, Fossatesi nel Mondo e la partecipazione della Pro Loco di Montebello Ionico,  Domenica 28 Maggio propongono una fantastica escursione alla scoperta del geosito delle “Rocche di Prastarà” (Montebello Jonico)

DESCRIZIONE:

Un’escursione, che promette di far vivere una giornata intensa sotto tutti i punti di vista. Il sito delle “Rocche di Prastarà” è un unicum dell’area grecanica, inserita in un contesto paesaggistico degno di nota, tra scorci di immane bellezza e paesaggi incantevoli, uniti alla fioritura primaverile in un tripudio di colori e contrasti.

Questo luogo è stato anche sede di eremitaggio di Sant’Elia (il giovane) che scelse proprio questi anfratti per ritirarsi in preghiera. Interessanti saranno anche gli aspetti naturalistici, legati alla flora di macchia mediterranea che qui creano degli scenari unici, con la visuale del suggestivo borgo di Pentedattilo e le Rocche di Santa Lena che fanno da cornice. Una full-immersion nella natura, che dal punto di vista emozionale, saprà affascinare anche i meno avvezzi all’escursionismo.

Dopo la visita nell’area del geosito, ci sposteremo verso la località detta “castelletto” ove insiste un curioso fabbricato immerso nella natura, dove l’Associazione Vincenzo Luca Romeo ci delizierà con una degustazione di prodotti tipici del luogo.

Nel primo pomeriggio, faremo rientro a Masella attraverso le mulattiera che taglia le campagne circostanti Prastarà.

 

PROGRAMMA:

Ore 09:00 Appuntamento e registrazione partecipanti a Masella (Piazza della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
Ore 09:20 Inizio escursione (circa 3,5 km di percorso fino al Geosito delle rocche di Prastarà – passeggiata esplorativa tra gli anfratti naturali del sito.
ore 12:45 Pausa Pranzo e Degustazione prodotti tipici locali in località “Castelletto”
ore 14:45 Partenza per il rientro a Masella
ore 16:00 Arrivo previsto a Masella, (3km di percorso).

 

SCHEDA TECNICA:
Escursione di tipo: E (Escursionistica)
Difficoltà: Medio/Facile
Dislivello medio: 100mt (circa)
Km di percorrenza: Complessivamente 5km (A/R)
Durata: Complessivamente 5h (soste incluse)
Percorso: Sentieri/strade mulattiere
Adatta ai Bambini: SI (+12 se accompagnati da un adulto)
Presenza d’acqua: NO (rifornirsi di almeno 2lt d’acqua)

 

ATTREZZATURA CONSIGLIATA:

Abbigliamento a strati adatti al periodo climatico, k-way, cappellino, occhiali da sole, crema protezione solare, impermeabile, scarponcini da trekk, scorta d’acqua per l’intera giornata (almeno 2lt), pranzo a sacco (integrazione alla degustazione), snack, macchina fotografica o smartphone.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

10€ (quota a persona) + 5€ (Degustazione)

 

PER ADERIRE ALL’INIZIATIVA:

E’ obbligatorio prenotarsi entro e non oltre il 26 Maggio telefonando al numero 347-0844564 oppure inviando il proprio nominativo (nome e cognome) anche tramite messaggio whatsapp.

 

N.B.
L’escursione non prevede alcuna polizza assicurativa per eventuali infortuni. Ognuno partecipa volontariamente esonerando da ogni responsabilità civile o penale l’organizzazione.

 

Domenica 2 Aprile; escursione culturale a Bova nella Domenica delle Palme

Domenica 2 Aprile il Progetto Pòleis approva a Bova (Chora Tu Vua), uno dei “Borghi Più Belli d’Italia”, per assistere all’evento più suggestivo dell’anno; La tradizionale processione delle Palme. Sarà un’occasione unica, per conoscere la bellezza e le bellezze architettoniche e museali del borgo di Bova.

La processione delle Palme di Bova è una tradizione arcaica e unica nel territorio dell’Area Grecanica ed affonda le sue radici in tempi remoti. Queste figure femminili sono anche conosciute con il termine di “Persephoni” o  comunemente “Maddamme”, figure antropomorfe addirittura ricollegabili ad antichi rituali dedicati alla Dea Persephone e alla madre Demetra, ma che a Bova, assumono un significato strettamente religioso e altamente spirituale.

DESCRIZIONE:

Il programma prevede il raduno presso Bova di fronte al museo della lingua greco-calabra “Gerhard Rohlfs”, dopo la visita al museo, conosceremo la storia della Locomotiva di Bova, posta al centro di uno slargo, procederemo verso Piazza Roma, dove attenderemo l’arrivo delle Palme, che da qui partirà in processione fino alla Concattedrale di Santa Maria dell’Isodìa (chi vorrà potrà assistere alla funzione religiosa o alternativamente partecipare alla visita dei ruderi del castello di Bova).

Al termine della funzione religiosa in cattedrale o visita all’area del castello di Bova, si procederà seguendo la processione verso Piazza Roma per l’ultimo rito tradizionale ovvero “lo smembramento delle Pupazze”. (Il pranzo sarà libero a cura dei partecipanti tra i ristorantini del borgo).

Dopo la pausa pranzo, ci raduneremo in Piazza Roma per percorrere e visitare il “sentiero della civiltà contadina” e conosceremo la storia di Palazzo Nesci, la famosa “Locomotiva di Bova”, e non per ultimo, visiteremo il Museo della Lingua Greco-Calabra “Gerhard Rohlfs”.

 

PROGRAMMA

Ore 09:00 Raduno dei partecipanti di fronte al museo della lingua Greco-Calabra “Gerhard Rohlfs” (si consiglia di parcheggiare l’auto ove indicato dai vigili urbani)
Ore 10.00 Piazzale Santa Caterina Benedizione delle Palme e processione fino alla concattedrale dell’Isodia.
Ore 10.30 Per chi vorrà assistere alla funzione religiosa in Cattedrale potrà sostare fino alla fine (o in alternativa si propone la visita alla “Giudecca” e la grotta degli innamorati nell’area del Castello Normanno) a pochi passi.
Ore 11.30 Discesa della processione verso Piazza Roma, per assistere al tradizionale smembramento delle palme, consegna “steddhi” benedette e degustazioni ‘ngute e musulupe
Ore 12:30 Pranzo Libero a cura dei partecipanti (si può optare per mangiare nei locali del borgo)
Ore 14:30 Ritrovo piazza Roma – visita del “Sentiero della Civiltà Contadina”,  “Palazzo Nesci”, Locomotiva di Bova
Ore 15:30 Visita al “Museo Gerhard Rohlfs”
Ore 16:30 Fine e Saluti.

 

SCHEDA INFORMATIVA

LUOGO: Comune di Bova
ESCURSIONE: T (Turistica)
DIFFICOLTA’: Facile/per tutti
ADATTA AI BAMBINI: Si (se accompagnati da un adulto)
NUM. PARTECIPANTI: Min. 10 e Max 25

 

SI CONSIGLIA:

Abbigliamento adatto al periodo climatico, scarpe comode, cappellino, k-way, impermeabile, macchina fotografica o smartphone.

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

10,00€ a persona + 2,00€ per ingresso al Museo della Lingua Greco-Calabra “Gerhard Rohlfs”

 

PER ADERIRE ALL’INIZIATIVA:

Sarà necessario prenotarsi entro e non oltre il 31 Marzo telefonando al numero 347 0844564 oppure inviando il proprio nominativo (nome e cognome) tramite WhatsApp allo stesso numero.

 

N.B.
L’escursione non prevede alcuna polizza assicurativa per eventuali infortuni. Ognuno partecipa volontariamente esonerando da ogni responsabilità civile o penale l’organizzazione.

 

 

Profumo di Primavera; tra riti e tradizioni Calabresi

Un antico proverbio recita “Quandu fhjurìscia ‘a bruvèra, arrivàu ‘a primavèra”.

La primavera è tornata, lo annunciano gli alberi fioriti degli altopiani calabresi, come la bruvera (erica), arbusto sempreverde, utilizzato per la lavorazione delle pipe e per la realizzazione di alcuni strumenti musicali tradizionali calabresi.

Convenzionalmente l’equinozio di primavera coincide con il 21 del mese, ma quest’anno, alle 22;24 del 20 marzo, siamo già entrati nella stagione “fhjuruta” e non per sola pura coincidenza siamo a metà della quaresima.

I falò di San Giuseppe, ancora in uso in alcune regioni della nostra penisola, avvengono proprio la vigilia dell’equinozio di primavera, e affondano origini nei riti dionisiaci, che segnavano la fine dell’inverno e il risveglio della natura. Nelle società contadine, inoltre, si attribuiva proprio al Santo Falegname, il rito simbolico di “segare” a metà i quaranta giorni di quaresima.

In Calabria come in tutta Europa, sono molto diffusi riti di fertilità e di buon auspicio per il raccolto, per aver superato l’inverno che come recita una filastrocca calabrese è sempre duro e difficile: “Sona e canta, pecuraru, ch`è venuta ‘a primavera. Alla faccia ‘e Jennaru, quandu facìa chiddha nivèra.” (Suona e canta, pastore, che è giunta la primavera. A dispetto di Gennaio e delle sue fredde nevicate.)

Quest’anno la festa di San Giuseppe è coincisa con la quarta domenica di quaresima, giorno in cui, nelle società tradizionali, venivano interrotte, per un giorno, le restrizioni e privazioni quaresimali, un tempo osservate con maggior riguardo. In Calabria, le memorie su queste ritualità sono del tutto cancellate ma fortunatamente ne troviamo traccia negli scritti di alcuni etnografi come Vincenzo Dorsa, il noto scrittore calabrese di origine arbereshe: “Quando la quaresima è giunta a metà del corso, le donnicciuole serrano la vecchia, festeggiando il punto medio della stagione tenebrosa con mangiare in compagnia di amiche, mele, fichi, castagne e altri cibi simili…” – Segare a metà quaresima” un fantoccio fatto di paglia e stracci o spezzare a metà un dolce a forma di pupa è comune a molti paesi della penisola.

La letteratura calabrese ci riporta anche l’usanza di dare il benvenuto alla primavera, così da accattivarsi le simpatie del mese pazzerello e salutare la vecchia stagione, simbolicamente scacciando via “Frevaru, curtu e amaru”.

A Villapiana, grazioso borgo, dell’alto cosentino, ancora oggi, nell’ultimo giorno di febbraio, ci si ritrova nella piazza principale del paese e ci si aggira per le strade facendo rumore e baccano con latte, pentoloni, coperchi, trombette, e strisciando per terra cianfrusaglie così da allontanare con l’assordante frastuono le negatività, scacciare febbraio e dare il benvenuto a Marzo, per detta dei villapianesi «Jam`a scuntruè a Marz». Si tratta di una sorta di festa – rito propiziatorio, che ritrova le origini nel mondo classico, greco.

Numerosi i proverbi, le filastrocche e le leggende che evidenziano quanto Marzo sia un mese pazzerello e caratterizzato dall’instabilità climatica. Si tramandano a tal proposito colorite espressioni dialettali come: “Eu su marzu marzicchiu, nu jornu ti vagnu, nu jornu t’assulicchiu”. “Megghju mammata ma ti ciangia ca u sula ‘e marzu ma ti tingia”. ; e ancora: “U friddu ‘e marzu trapana ‘u cornu d’o viteddhazzu e ammazza ‘a vecchia nto jazzu!”

Marzo passa improvvisamente dal sole alla pioggia, dalla pioggerellina ai raggi di sole così da regalarci spesso piacevoli e incantevoli spettacoli naturali: oltre ai prati verdeggianti, ai mandorli e ai peschi in fiore anche qualche meraviglioso Arcobaleno. La forma dell’arcobaleno dà l’idea di un collegamento, una scala tra terra e cielo, un passaggio dal materiale al divino.

 

 

 

Nella credenza popolare calabrese era di buon auspicio l’arcobaleno serale. Al contrario quello mattutino, non designava la fine della pioggia, ma annunciava forti temporali pomeridiani: “Arcu sirala bonu tempu matinala. Arcu matinala, si sbacanta e s’inchia ‘u cannala.”

È veramente raro vedere per intero un arcobaleno… Secondo la credenza popolare calabrese nel punto in cui finisce l’arcobaleno si trova un tesoro nascosto. Anche in Irlanda si tramanda che nel punto in cui termina l’arco c’è un pentolone d’oro sorvegliato da un piccolo gnomo. Tante le leggende legate a questo fenomeno ottico atmosferico, un vero magico spettacolo della natura… con i suoi sette colori…

 

 

Nei dialetti armeni, l’arcobaleno è detto cintura di Dio, cintura di Gesù, cintura della Vergine Maria, cintura di San Karapet, cintura del padrino, Assuimishkap .

In Galizia l’apparizione dell’arcobaleno è attribuita ad una divinità precristiana, una Vecchia Filatrice, dea creatrice e distruttrice. Si tramanda avesse sette figlie e che fosse influente sul clima. In Galizia l’arcobaleno è chiamato “Arco da Vella” (arco della Vecchia) e in un canto popolare la Vecchia dopo aver mangiato tanto, esplode e subito dopo in cielo è apparso un arcobaleno.

In Sardegna, come in Spagna, la Vecchia filatrice, detta Filonzana o Filandorra è responsabile dell’apparizione dell’arcobaleno.

Anche in Calabria, le tracce di questa figura ancestrale sono ben visibili nei modi di dire, in canti, in leggende e nei nomi di alcune località. Ne sono un esempio la “Timpa della Vecchia” a San Sosti, borgo cosentino che sorge in una conca nell’alta valle dell’Esaro e l’Elce della Vecchia, piccola verdeggiante contrada di Guardavalle, in provincia di Catanzaro.

La figura della vecchia filatrice è personificata dalla moglie di Re Carnevale, rimasta vedova nella notte di Martedì Grasso… Nelle società tradizionali le privazioni quaresimali dettate dalla dottrina cristiana erano osservate con maggior rigore. Tant’è che l’immaginario popolare ha conferito un volto alla quaresima… 40 giorni di restrizioni, sono un vero sacrificio.

Ed è “Corajisima” che li faceva rispettare. Si tramanda, che la brutta Vecchia, alta e smilza, disponesse, in un luogo appartato del paese, dei calderoni di acqua bollente, per scottare la gola, di quanti avessero mangiato carne e non avessero rispettato le proibizioni quaresimali… dopo ogni brutto temporale risplende il sole e appare un meraviglioso arcobaleno… così dopo ogni sacrificio si hanno delle soddisfazioni… e dopo i quaranta giorni quaresimali risuoneranno a festa, anche quest’anno le Campane.

Testo e foto di Andrea Bressi 20/03/2023

 

 

Domenica 26 Marzo – AgroArcheoTrekking ai Piani di Campolico di Brancaleone

AgroArcheoTrekking – Domenica 26 Marzo, Kalabria Experience in collaborazione con l’Associazione Il Giardino di Morgana, propone una straordinaria escursione naturalistica nell’entroterra di Brancaleone, dove alle spalle del vecchio borgo, alla quota compresa tra i 300/450mt s.l.m. esiste una località conosciuta con il suo antico toponimo di “Campolico” o “Piani di Campolico”. Si tratta del “polmone verde” di Brancaleone confinante con la vicina Staiti.

CONTESTO DEL TERRITORIO:
Questo territorio è caratterizzato da ampie praterie e distese, un ambiente unico da cui si godono panorami incredibili. Oltre alla grande biodiversità presente contraddistinta da vegetazione di macchia mediterranea, negli ultimi anni sono stati rilevati una serie di Palmenti rupestri riferibili al periodo Greco-romano e Bizantino.

Altra peculiarità di questa terra è data dalle grotte eremitiche, con croci graffite, che rievocano ancora i primi insediamenti religiosi. La ricchezza dei toponimi riferiti ai Santi come: San Costantino, San Gregorio e San Biagio, ci indicano una forte concentrazione di grotte abitate sin dai primi secoli dell’emigrazione cristiana proveniente dall’oriente.

In questo angolo di meraviglia insistono ancora antichi casolari sparsi fra le campagne, adibiti a vite o a uliveto, il tutto incastonato tra ruscelli e un fitto bosco caratterizzato da specie arboree come: Elci, Castagni, Roverelle, Querce, Corbezzoli, Ginestre, Peri selvatici e molte altre specie di sottobosco come il pungitopo, funghi di varie specie e tante altre varietà di erbe commestibili e officinali.

AVVICINAMENTO
Alle ore 09:00 ci raduneremo a Brancaleone marina (in Piazza Stazione), dopo la registrazione prenderemo le auto e ci trasferiremo verso la località Cardùsi (ore 09:15) percorrendo la carrabile che porta verso Brancaleone Vetus. Dopo un tratto di 1,8km di strada asfaltata (a tratti in terra battuta) seguiremo la carrabile sino in località “Cardùsi”, da qui partirà l’itinerario a piedi all’interno dell’area dei “Piani di Campolico”. Il percorso inizia da una piccola radura che utilizzeremo per la sosta dei veicoli poco distante dall’ antica Brancaleone.

DESCRIZIONE
Il territorio è collegato da diverse mulattiere che costeggiano tutto l’altopiano (si pensa siano i resti del dromo Greco-Romano). Ancora oggi questo territorio ha una forte vocazione pastorizia, sono infatti presenti alcune piccole aziende agricole che producono e vendono prodotti caseari. L’itinerario ci porterà ad effettuare un giro ad anello di tutto l’altopiano, che consentirà di apprezzare vedute e ampi spazi verdi. Consumeremo il pranzo (A SACCO) all’ombra di un uliveto tra le verdi praterie della zona.

Si proseguirà attraverso tracciati che attraversano ampi spazi di praterie e antiche masserie dove si osserveranno gli animali al pascolo, innocui e caratteristici della zona. Dopo una piccola sosta per ammirare un ruscello davvero caratteristico, si proseguirà in leggere salita verso il punto di partenza attraverso la strada che taglia il bosco fino ad arrivare al punto di partenza. Devieremo prima di arrivare alle auto su un punto dove insiste un antico palmento rupestre, in un punto panoramico dove potremo ammirare l’intera vallata circostante. Faremo rientro alle auto in breve e ci saluteremo con un buon caffè alle ore 16:00 presso l’area attrezzata del casello di Cardùsi.

 

SCHEDA TECNICA
Escursione di tipo: E (Escursionistica, medio/facile )
Percorso: a palloncino
Distanza totale: 8km
Caratteristiche percorso: Strade mulattiere, sterrati.
Dislivelli: 258mt in salita
Presenza d’Acqua: eventuale a metà percorso
Adatta ai bambini: SI (purchè accompagnati da un adulto)
Max partecipanti: 30

 

COSTO DELL’ESPERIENZA

15€ a persona (inclusa piccola degustazione di formaggio e ricotta)

 

ATTREZZATURA CONSIGLIATA
– Zainetto
– Scarponcini da trekking (vietate calzature aperte)
– Acqua 1,5 L (possibilità di rifornirsi durante il percorso)
– Fotocamera
– Abbigliamento a strati adatto al periodo invernale
– Cappellino e scaldacollo
– Pranzo a sacco
– Scarpe di ricambio

19 Marzo AgroArcheoTrekking alla scoperta di Casignana, Sant’Agata e Caraffa del Bianco

Torna Agro Archeo Trekking, alla scoperta di tre borghi della locride fra i più caratteristici del territorio. Domenica 19 Marzo, protagonisti di questo primo appuntamento dell’anno i borghi di Casignana, Sant’Agata e Caraffa del Bianco. Un cammino che ci farà scoprire la storia, la cultura, l’arte, la natura e la bellezza delle colline della Vallata La Verde. Questa prima tappa del programma, inaugurerà anche il Progetto Poleis che si articolerà con diverse date proposte durante tutto l’anno.

DESCRIZIONE ITINERARIO:

L’itinerario prevede il primo dei borghi in ordine di descrizione, Casignana, dove ci lasceremo rapire dalla bellezza del borgo antico, primo insediamento del popolo casignanese che sorge a ridosso del nuovo abitato, visiteremo la Chiesa di San Rocco (patrono del paese), la Chiesa Matrice e le vedute straordinarie ci catapulteranno indietro di secoli. Cammineremo sulla carrabile che conduce nell’entroterra di Casignana dove taglieremo il percorso incrociando un antico tracciato medievale, immersi in un contesto naturalistico molto suggestivo.

Incroceremo poi la strada che porta verso il borgo di Sant’agata, attraversando uliveti e castagneti che ci condurranno di li a breve  in questo magico borgo, famoso ormai non solo per aver dato i natali allo scrittore calabrese Saverio Strati, ma anche per essere rinato grazie alla caparbietà amministrativa che in questi ultimi anni ha saputo trasformare il borgo in una vera tavolozza d’arte, con numerosi murales che oggi caratterizzano ogni angolo del borgo, attraverso una narrazione di persone e personaggi che hanno contraddistinto il paese nei tempi passati.

Dopo aver visitato Sant’Agata, ci immergeremo subito tra i vicoletti di Caraffa del Bianco, dove oltre ad ammirare le straordinarie vedute, i vicoli e gli scorci del borgo antico, ammireremo la chiesa degli Angeli, il palazzo Verduci (uno dei 5 martiri di Gerace) e ci immergeremo subito in un antica strada lastricata in pietra che ci condurrà verso uno dei luoghi più spirituali del luogo; Il Santuario della Madonna delle Grazie, immerso nel silenzio e nella natura. Qui sosteremo per consumare una ricca degustazione di prodotti tipici locali preparata sapientemente dai volontari della Pro Loco di Caraffa del Bianco.

Subito dopo la degustazione e dopo la visita al piccolo santuario, ci rimetteremo in cammino sulla strada che porta dopo alcuni tornanti verso Casignana, dove ci saluteremo e ci daremo appuntamento alla prossima esperienza.

 

 

PROGRAMMA:

Ore 09:00 Appuntamento Casignana (Piazza Municipio) registrazione partecipanti
Ore 09:20 Itinerario; visita borgo antico di Casignana, Chiesa San Rocco, Palazzo Moscatello, Chiesa Matrice
Ore 11:00 Arrivo previsto a Sant’Agata del Bianco; Visita borgo dei murales, Casa Saverio Strati, Museo delle cose perdute, Via delle porte pinte.
Ore 12:00 Arrivo previsto a Caraffa del Bianco – visita borgo antico, chiesa degli Angeli, Palazzo Barletta
Ore 13:00 Arrivo Santuario Madonna delle Grazie (pausa pranzo)
Ore 15:00 partenza per il rientro
Ore 15:20 arrivo a Casignana – saluti

L’esperienza sarà Coordinato da Kalabria Experience, con il supporto della guida turistica Alessandra Moscatello.

Si ringraziano le Pro Loco di Casignana, Caraffa del Bianco, la Pro Loco e l’Amministrazione Comunale di Sant’Agata del Bianco.

 

SCHEDA TECNICA SINTETICA:

Comuni e Borghi interessati: Casignana, Sant’Agata e Caraffa del Bianco
Escursione di tipo (T/E Turistica/Escursionistica)
Lunghezza Percorso: 8,5km (ad anello)
Condizioni del percorso: Misto (Basolati in pietra, Asfalto, Cemento, sentiero)
Rifornimento d’acqua: (Anche lungo il percorso)

 

ATTREZZATURA CONSIGLATA:

Indumenti adatti al periodo (a strati), scarpe da trekk, borraccia d’acqua (almeno 1,5lt), barrette energetiche, o spuntino mezza giornata, cappellino, K-WAY, Impermeabile, Macchina Fotografica o smartphone.

 

COME PRENOTARE:

Telefonando al numero 347-0844564 (o inviando i propri dati: nome e cognome del partecipante) via WhatsApp) entro e non oltre il 17.03.2023, ulteriori prenotazioni oltre la soglia dei 40 partecipanti non saranno accettate!

 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

10€ a testa (come quota di partecipazione all’esperienza)
10€ a testa (come quota per la degustazione prodotti tipici locali a Caraffa del Bianco).

 

L’organizzazione potrà annullare, modificare o rinviare l’esperienza in caso di condizioni meteo avverse, che verranno comunque comunicate ai partecipanti anche la sera prima della data.

L’organizzazione non si assume la responsabilità di eventuali infortuni, pertanto ogni partecipante se ne assume la propria responsabilità, avendo letto ed accettato le informazioni qui riportate.

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