il futuro nelle nostre radici

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Domenica 21 Agosto; alla scoperta della Valle degli Armeni

Un’escursione breve ma intensa, che ci porterà alla scoperta della famosa degli armeni, ma anche del mondo bizantino, con i suoi monumenti e resti archeologici di superficie. Sarà un viaggio emozionante, ricco di contrasti paesaggistici e culturali, in un entroterra intriso di profumi e spiritualità.

Prima tappa del pomeriggio sarà il Monumento Bizantino di Santa Maria di ridetti (Staiti) con immerso in una silente vallata, ci farà percorrere la storia dal periodo ellenico sino all’età moderna. Oggi l’abazia si presenta in stato di rudere ben conservato, con ancora integre le evidenze architettoniche di questo edificio tra i più unici del territorio dell’area Grecanica.

Ci si sposterà sempre in Auto verso Rocca Armenia di Bruzzano Zeffirio, qui un complesso fortilizio e di una città cinta da mura, ci condurrà nel medioevo, alla scoperta del perchè e del come gli armeni abbiano influenzato questo territorio, crocevia di popolazioni, ma anche baluardo della cultura antica di tutta la Calabria.

Una breve visita ai resti del castello e ad una grande caverna, ci porterà alla scoperta dei panorami di tutta la vallata che si affaccia sul mar ionio, ma una visita all’arco trionfale dei Principi Carafa coronerà questa escursione con scorci su un passato glorioso.
Gran finale con la degustazione di vini locali, per brindare all’estate al calar della sera…

 

–PROGRAMMA–

Ore 17:00 Raduno e registrazioni partecipanti (Piazza Chiesa Parrocchiale Maria S.S. Annunziata (frazione Paese Nuovo) LINK POSIZIONE GOOGLE MAPS
Ore 17:15 Partenza con le proprie auto per Santa Maria di Tridetti (15 minuti in auto)
Ore 17:30 arrivo a Santa Maria di Tridetti -Staiti ( parcheggio automobili)- visita al complesso storico monumentale
Ore 18:30 Partenza per Bruzzano Vetere – Rocca degli Armeni (Parcheggio automobili) passeggiata immersiva fra i ruderi del centro storico antico, castello, arco dei principi.
Ore 19:30 – Brindisi al tramonto
Ore 20:00 Fine e Saluti e partenza per il rientro alle auto.

 

–SCHEDA TECNICA–

ESCURSIONE: T (Turistica)
LIVELLO DI DIFFICOLTA’: Facile
PRESENZA D’ACQUA: NO (Bruzzano Vetere)
–EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO–

Scarpe comode o chiuse (meglio da ginnastica), Cappellino, occhiali da sole, scorta d’acqua (almeno 1,5lt), crema o spry anti-zanzare (facoltativo)

 

–COME PARTECIPARE–

Prenotazione obbligatoria telefonando al numero 347-0844564 fornendo il proprio nome e cognome (entro e non oltre il 20 Agosto 2022) anche WHATSAPP!

–QUOTA DI PARTECIPAZIONE–

La partecipazione ha un costo simbolico di 10€ (quale contributo volontario per il sostegno delle attività della Pro Loco di Brancaleone) da versare sul luogo dell’appuntamento.

–ISCRIZIONI LIMITATE–

PER UN MINIMO DI 10 PERSONE ED UN MASSIMO DI 30 PERSONE!
*I minori sotto i 18 anni possono partecipare se accompagnati e sotto tutela di un adulto

–NOTE IMPORTANTI–

*Ogni partecipante è tenuto ad equipaggiarsi di mascherine monouso marchio CE, disinfettante/gel mani, a tenere le distanze previste dalle regole anti-contagio (almeno 1,5mt),

*Trattandosi di attività all’aperto, ogni partecipante è pregato di attenersi alle regole anti-covid.

*L’organizzazione si esime sin da ora da ogni responsabilità civile o penale che possa derivare da infortuni durante lo svolgimento dell’escursione, ognuno partecipa volontariamente ASSUMENDOSI LA PROPRIA RESPONSABILITA’.

 

25 Aprile 2022- alla scoperta dei borghi della “Valle degli Armeni”

Il 25 Aprile Kalabria Experience e Calabria Condivisa organizzano un Tour Esperienziale e fotografico alla scoperta dei Borghi della “Valle degli Armeni” un viaggio nella storia e nel tempo, che attraverserà secoli di storia, vita e vicissitudini di questo lembo di Calabria. Dalle prime colonie Greche al passaggio degli Armeni in Calabria che in questo territorio hanno lasciato tracce indelebili del loro passaggio ed il loro stanziamento in epoca Bizantina.

Ci si muoverà raggiungendo i siti e borghi con le proprie auto!!!

Il tour Valle degli Armeni propone la scoperta di Brancaleone Vetus, l’Abbazia di Santa Maria di Tridetti, il Borgo di Staiti e la leggendaria Rocca degli Armeni a Bruzzano vetere, tra storia e visioni, panorami mozzafiato e particolari inediti che vogliono riscoprire il piacere del “turismo lento” e culturale, nell’ottica della promozione del territorio, attraverso la fotografia e la narrazione di luoghi facili ed accessibili a tutti.

L’iniziativa sarà legata al contest fotografico con la collaborazione con l’Associazione Calabria Condivisa mediante l’hashtag  #valledegliarmeni, dove i migliori scatti saranno postati sulle piattaforme web e social collegate a Calabria Condivisa e Kalabria Experience per valorizzare i luoghi e far conoscere attraverso i propri punti di vista, l’anima e l’essenza di questi luoghi ricchi di bellezza e spiritualità.

 PROGRAMMA:

Ore 09:00 Raduno registrazione dei partecipanti (Piazza Stazione Brancaleone)
Ore 09:15 Partenza con le proprie auto verso Brancaleone Vetus (visita del sito storico, grotte, ruderi del Borgo e Centro Documentazioni).

Ore 11:30 Trasferimento all’Abbazia di Santa Maria di Tridetti (Staiti) visita guidata dell’abbazia
Ore 12:00 Trasferimento a Staiti (borgo) – passeggiata tra le vie del borgo, il sentiero delle chiese Bizantine,il Geosito delle “Rocche di Quartu”, le tipiche fontane, il Museo dei Santi Italo Greci e la Chiesa delle Vittorie.

Ore 13:30 Pranzo Buffet Tipico presso la “TAVERNA DEI SANTI” (all’aperto)
Ore 15:00 Trasferimento a Bruzzano Vetere, visita alla leggendaria “Rocca degli Armeni”, arco trionfale dei Principi Carafa.
Ore 17:00 Saluti e partenza per il rientro.

 

SCHEDA TECNICA

Comuni interessati: Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Staiti.

Escursione di tipo: T (Turistica)
Difficoltà: nessuna
Durata complessiva: 7,5 ore (soste e pausa pranzo incluso)
Acqua: Meglio rifornirsi da casa

Adatta ai bambini: SI (purchè accompagnati e sotto la responsabilità di un genitore)

 

ATTREZZATURA CONSIGLIATA:

Scarpe comode (da ginnastica), cappellino, occhiali da sole, k-way, acqua almeno 2lt, spuntino, macchina fotografica o smartphone e tanta curiosità.

 

PRENOTAZIONI:

Telefonare al num.  3470844564  fornendo i propri dati anagrafici (NOME E COGNOME), entro e non oltre il 22 Aprile ore 12:00

ISCRIZIONI A NUMERO CHIUSO :

MAX 30 persone

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

30€ Include degustazione a “Buffet” a base di prodotti tipici locali di Staiti.

Sulle orme dei Bizantini, nella Vallata degli Armeni

“La storia della Calabria è una storia fatta di numerosi popoli che si sono succeduti ed hanno lasciato segni indelebili del loro passaggio in questa regione. Dai Greci ai Bizantini e dagli Armeni agli Ebrei. 

Il nostro viaggio ripropone un’esperienza a cavallo dell’ VI ed il IX secolo, quando dall’oriente giunsero religiosi provenienti dall’Armenia e dalla Cappadocia, fuggiti sotto l’incalzare delle conquiste musulmane prima e delle persecuzioni iconoclaste dopo,  per giungere  in queste terre, ricche anfratti naturali e luoghi sicuri dove fu facile condurre una vita ascetica in totale solitudine ed armonia con la natura.

Proprio da queste “rocce rosse lunari” (per citare il noto scrittore Piemontese Cesare Pavese) che a Brancaleone (RC) trascorse il suo confino politico tra l’Agosto del 1935 e Marzo del 1936 partirà il nostro viaggio, alla ricerca di quei lasciti che fanno di questo piccolo lembo di territorio, inserito nell’Area Grecanica Calabrese, un itinerario ricco di storia, fascino e mistero, alla scoperta del mondo Armeno e della spiritualità ancora palpabile e percepibile nei luoghi e nei borghi che costellano quest’area.

1- Il nostro itinerario partirà da Brancaleone Vetus un borgo ormai abbandonato ma ancora ricco di testimonianze del passaggio degli Armeni Bizantini che si insediarono all’interno di cavità naturali costituendo talvolta anche delle chiese-grotte di notevole importanza.

Brancaleone Vetus anticamente chiamata  Sperilnga o Sperolonga  dal greco Spelugx che significa: Grotta-Caverna- Spelonca,  sorge su un colle a 300mt s.l.m., le cui origini sono antichissime. Recenti studi e ricerche affermano la presenza degli Armeni nel VIII-IX  sec. d.C. di particolare pregio e interesse vi è la chiesa grotta dell’”Albero della vita” dalle caratteristiche identiche alle chiese-grotte dell’antica Armenia e Cappadocia. Sulla piazza principale del borgo si possono ammirare ancora i silos-granai, poi nella parte bassa del paesino, insiste un’altra chicca costituita dalla  grotta della “Madonna del riposo” che custodisce ancora affreschi seicenteschi e case ingrottate  prospicienti alla chiesa nuova dell’Annunziata datata 1935-36 che oggi custodisce un “centro documentazioni” di grande pregio. Sarà qui che sul finire della visita esperienziale, il panorama offerto dal contesto condurrà i nostri sensi e papille gustative verso il fantastico mondo del Bergamotto, considerato “l’oro verde della Calabria” dalle proprietà benefiche miracolose,  che oggi costituisce una risorsa delle aziende agricole del territorio che hanno riqualificato i terreni incolti su cui un tempo fiorivano i gelsomini, ma questa sarà un’altra storia da conoscere e scoprire.

2- Il viaggio proseguirà riscendendo a valle, dove raggiungeremo Rocca degli Armeni o Rocca Armenia sita nel territorio di Bruzzano Zeffiro (RC), dove poter ammirare uno dei pochi castelli del territorio pre-Aspromontano della Calabria Ionica ricavati nella roccia, che costituì nei secoli un regno florido per Principi, Marchesi e nobili Calabresi che qui costituirono uno Stato all’interno del Regno d’Italia.

Un luogo mistico e magico, dove poter ammirare straordinarie vedute su tutta la vallata oggi ribattezzata “valle degli Armeni”. Rocca Armenia ha origini antichissime. Qui è possibile ancora ammirare i resti del suo castello, del Borgo antico e un arco trionfale eretto dalla nobile famiglia Carafa di Roccella con i suoi affreschi rinascimentali che lo caratterizzano. L’occasione sarà quella di degustare “u pani conzatu” che è tipico della tradizione popolare e agropastorale di Bruzzano Zeffirio, che si consuma a freddo o appena sfornato e viene farcito di pomodoro fresco, olio extravergine d’oliva  locale e olive verdi, che ci trasporteranno in un’esperienza gastronomica dai sapori prettamente medievali.

3- Ci porteremo verso l’interno del territorio e cominceremo a risalire di quota raggiungendo il borgo medievale di Staiti, non prima di aver fatto una sosta nel tempio di epoca Bizantina e Normanna di Santa Maria di Tridetti.

L’edificio sorge nella vallate conosciuta con il suo toponimo antico di “Badìa”.  Fu scoperto dal noto Archeologo Paolo Orsi nel 1912 e dichiarato “Monumento Nazionale Bizantino dell’ XI° sec.” Qui, leggenda  e storia si fonde con il mondo Bizantino, che per molti secoli animò queste terre  in un susseguirsi i vicende  e vicissitudini  che diedero vita ai piccolo borgo di Staiti non distante da questo luogo di grande spiritualità e suggestione

 4- Risaliremo i tornanti di monte Giambatore per raggiungere il pittoresco borgo di Staiti che ha il triste primato di essere “il più piccolo Comune della Calabria”

Staiti sorge a 550mt slm, conta circa 220abitanti, ma dalle caratteristiche urbane ancora immutate, qui sarà possibile percorrere il sentiero delle chiese bizantine che è costituito da 18  bassorilievi in terracotta lungo le vie del borgo, e poi la chiesa di Santa Maria della Vittoria con il suo campanile cuspidato e la statua della vergine col bambino opera seicentesca di Martino Regi,  come non fare una visita al bellissimo museo dei Santi Italo-Greci sito all’interno del Palazzo Cordova, godere delle numerose piazzette che si affacciano sul borgo dai caratteristici vicoli dalle porte pinte che conducono  verso il punto panoramico di “Rocche di Quartu” dove poter ammirare tutta la vallata ed il mar ionio che fa da cornice al territorio. Non potremo mai andarcene senza aver gustato i famosissimi Maccheroni conditi con il sugo di capra e la buonissima ricotta biologica delle aziende locali.

5- Il nostro viaggio proseguirà verso Ferruzzano Superiore, dove sulla collina sorge uno dei borghi più interessanti del territorio, dove la natura ci ha regalato ambienti dalle caratteristiche uniche come il bosco di Rudina che custodisce numerosi palmenti rupestri di epoca ellenica e bizantina.

Il borgo di Ferruzzano Superiore sorge non lontano dal bosco di Rudina adagiato su un pianoro roccioso ad un altitudine di 470mt slm. E considerato una vera e propria terrazza sul mar ionio. Il borgo è ormai un paese semi-abbandonato, ma passeggiare tra i suoi vicoli scavati talvolta nella roccia di Arenaria è come fare un salto nel passato che con gli antichi palazzi, le sue vedute sulle vallate circostanti offrono al visitatore una narrazione storica legata alle vicissitudini di popolazioni che per sfuggire agli attacchi saraceni, decisero di porre le fondamenta proprio su queste alture, per potersi difendere meglio. Non distante dal paese è possibile ammirare i meravigliosi palmenti rupestri che costituiscono un insieme di circa 160 palmeti sparsi su tutto questo territorio, dove gran parte si trova all’interno del sito S.I.C. del “bosco di Rùdina”, un territorio che, grazie al suo particolare microclima, offre l’opportunità di poter conoscere ed ammirare  esemplari antichissimi di alberi e piante rare. Per concludere la nostra esperienza a contatto con la natura e la cultura locale, incontreremo uno degli apicoltori locali, che attraverso l’antica arte dell’allevamento delle api in arnia, produce un preziosissimo miele che si sposa egregiamente con la tradizione agropastorale del luogo, costituita da formaggi caprini dal gusto sublime.

“La Calabria è stata crocevia di popoli, che attraverso i loro lasciti archeologici e culturali rappresentano un germe di una forte di cristianità, ancora oggi viva nei luoghi che furono un rifugio, una casa e base su cui fondare nuove civiltà”

In conclusione, questo viaggio alla scoperta degli Armeni e dei loco lasciti archeologici e culturali, ci proietterà in un universo letteralmente affascinante, che ci porterà a comprendere il valore intrinseco di luoghi del tutto fuori da ogni logica e stereotipo di vacanza. Perché per meglio conoscere la Calabria è necessario affondare le proprie conoscenze attraverso una narrazione che non esclude la stratigrafia dei popoli che hanno caratterizzato i territorio

 

© Copyright Carmine Verduci

(Operatore del Turismo Esperienziale

Sulle orme degli Armeni nella Brancaleone Antica

Popoli solo apparentemente lontani che in un passato più o meno recente, comunque ricco e degno di una terra crocevia del Mediterraneo, hanno vissuto e lasciato tracce ancora oggi da riscoprire, studiare e interpretare nella nostra Calabria e oltre. E’ il caso degli Armeni, vittime della persecuzione ottomana durante la Prima guerra mondiale e del primo genocidio del Novecento.

Durante la nuova ondata anti cristiana di siriani e turchi islamizzati, verso la fine dell’ottavo secolo d.C., gli Armeni approdarono anche sulla coste calabresi, in particolare sul litorale reggino, per rifugiarsi sulle alture. Pare che un gruppo si fosse raccolto in solitaria preghiera tra le montagne – secondo le regole del monachesimo orientale diffusosi anche in Armenia grazie all’opera di San Basilio – per sfuggire alle incursioni degli arabi provenienti dal mare. Qui coltivarono usi e tradizioni religiose e intrapresero attività agricole come la vinificazione, con la creazione di veri e propri Silos per custodire le derrate alimentari.

Di questi ultimi tracce esistono ancora tra i ruderi di Brancaleone, a Reggio Calabria. Segni significativi di questo passaggio armeno sopravvivono oggi nella toponomastica (la Discesa Armena a Bova o la Rocca Armena a Bruzzano Zeffirio), nell’onomastica e nell’archeologia, con alcuni reperti che richiamano i motivi religiosi della Croce e dei Pavoni rinvenuti negli attuali comuni di Ferruzzano, Casignana e Staiti, sempre nel reggino. Tra questi luoghi in Calabria, uno ha rievocato, proprio nel 2015 in cui ricorreva il centenario del primo genocidio del XX secolo che ebbe come vittime gli armeni, il primo popolo Cristiano della storia, la presenza di questa antica Comunità.

Questo luogo è stato Brancaleone (anticamente denominato Sperlinga dal termine latino e greco significante caverna), di fondazione greca, culla dei Locresi prima del loro avanzamento, promontorio strategico unitamente a Reggio, Gerace e Bruzzano Zeffirio, dove oggi il rudere di un antico castello, denominato proprio Rocca Armenia, custodisce in una grotta segni di celebrazioni religiose tipiche della cultura del più antico popolo Cristiano. Brancaleone superiore con lo sviluppo della Marina, nella seconda metà del Novecento, fu abbandonato. Oggi conserva il fascino di un luogo antico che custodisce anche i ruderi di una chiesa rupestre, probabilmente unica nel suo genere a queste latitudini e di cui ne esisterebbe una simile solo in Georgia.

All’interno di essa, nell’ambito dell’attività di valorizzazione e promozione del territorio della Pro Loco di Brancaleone guidata da Carmine Verduci, al seguito degli appassionati come il medico scrittore Vincenzo De Angelis e Sebastiano Stranges, già ispettore onorario del Ministero dei Beni Culturali, si è svolta nel 2015 una cerimonia con canti armeni e fiori di ginestra posti dove un tempo sorgeva l’altare e dove ora è possibile intravedere, su un muro di antica arenaria, una Croce armena e un Pavone adorante. Al centro della grotta l’emblematico Albero della Vita. Una delle tracce più significative che attestano l’antica presenza del popolo armeno in questi luoghi. Oggi tale chiesa rupestre appare posta sotto il castello Ruffo eretto ne 1300, di cui divenne la prigione. Accanto ad essa dei cunicoli scavati nella roccia (silos).

Poco più su, ciò che rimane della Chiesa proto papale che sorgeva nell’antica Brancaleone e che, secondo le ricostruzioni, era di stile romanico con campanile e orologio, tre navate e affreschi ai lati. Essa crollò nel 1944, ma già nel 1935 era stata edificata quella dell’Annunziata poco più giù, abbandonata unitamente all’intero borgo in modo definito nel 1956.

In quello che oggi è ormai il parco archeologico urbano di Brancaleone Vetus, accanto alle tracce armene, vi è anche ciò che resta della devozione alla Madonna del Riposo. E’ un legame antico quello tra la Calabria e il popolo Armeno. Tra i tanti punti di contaminazione anche la storia di Paolo Piromalli, arcivescovo cattolico e missionario, originario di Siderno, e autore nel Seicento del dizionario Armeno.

Una storia da riscoprire che contribuisce a riscattare l’identità di un popolo di cui – pensando alla ostinata e intransigente posizione negazionista della Turchia sul genocidio – si perseguita anche la memoria.

 

Si ringrazia Anna Foti per questa straordinaria testimonianza

 

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Pollìschio; la città scomparsa.

Luoghi, misteri, leggende, avvenimenti storici e luoghi che la terra ha inghiottito nel silenzio. Civiltà che diedero vita ai nostri paesi Aspromontani e pedemontani.  Ci troviamo a sud della Calabria, e precisamente nel territorio di Staiti (borgo medievale a 13 Km dalla costa jonica, posto a 550mt s.l.m.). La località in questione, si trova a pochi passi dall’abazia di Santa Maria di Tridetti accanto al torrente Fiumarella (oggi un rigagnolo ma un tempo di portata consistente). Questo edificio di origine Bizantina, ma con chiare influenze normanne e motivi decorativi arabi, risale probabilmente al VII-VIII secolo, o addirittura al XI secolo, (come ritiene il grande archeologo Paolo Orsi, sovrintendente alle antichità e alle belle arti della Calabria, che scoprì l’Abbazia di Tridetti nel 1912).

La leggenda vuole che l’abazia sia stata costruita sui resti di un antico tempio dedicato al Dio Nettuno, edificato dai Locresi Zefhiri nel V-VI secolo A.C.; tesi resa attendibile (come rilevato alcuni ritrovamenti di monete coniate in onore della divinità, con impresse l’immagine del Dio Nettuno), oltre che da testi antichissimi ad opera di cronisti d’epoca, che ci narrano di un’imponente statua raffigurante il Dio Nettuno, impreziosita da un mantello pregiatissimo con ricami in oro e pietre preziose che la ricoprivano. Secondo alcuni, pare che Annibale, passando da questo luogo (attraccato con la sua nave al porto di Capo Bruzzano (dove sbarcarono i primi coloni greci) attratto dal pregiatissimo mantello se ne impossessò, sotto lo sguardo attonito della sua milizia che chiese ad Annibale il perchè del gesto. Annibale rassicurò le truppe asserendo che la divinità avesse caldo, e che lo avrebbe riportato alla divinità con l’arrivo della stagione fresca.

Intorno al VIII-IX Sec. gruppi di monaci Basiliani sfuggiti dall’ oriente, a causa della persecuzione musulmana prima, e iconoclasta dopo, approdarono sulle coste Calabresi spinti dalla necessità di trovare luoghi nascosti per sfuggire alle persecuzioni. Si spinsero in luoghi nascosti dell’entroterra, trovando rifugio in anfratti naturali e zone inaccessibili dove professare liberamente il loro credo. Nacquero così piccole comunità religiose che creebbero dando poi vita a cenobi, laure, monasteri, grangie e abbazie come nella vallata dove oggi sorge l’Abazia di Santa Maria di Tridetti, il luogo viene ancora oggi chiamato “Badìa”.

Si narra ancora oggi che proprio nelle vicinanze, sia esistito un’antica città dal nome Pollìschìo e su che fine abbia fatto, resta ancora oggi un mistero. Sorse in una località conosciuta ancora oggi con il toponimo di Fracasso. Su questa teoria la questione sembra essere ammantata di mistero. Ipotesi che meritano senz’ altro una più attenta ed approfondita analisi che speriamo in futuro attraverso ricerche possa tradursi in rivelazione.

Il Dott. Francesco Giuseppe Romeo che pubblicò nel 1985 il libro “Santa Maria di Tridetti a Staiti, storia di una abbazia Basiliana” descrive questo luogo avvalendosi oltre che degli studi effettuati su registri e documentazione d’archivio, anche raccogliendo testimonianze tra gli abitanti di Staiti. Sulla sua pubblicazione scrive: …in località denominata “Turco” i proprietari di una casa durante i lavori di restauro, rinvennero dei resti umani di scheletri, probabilmente resti di una necropoli appartenuti al vicino nucleo abitato Pollìschìo, in un’altra nota aggiunge, che un Signore di nome Giovanni Patti di Staiti mentre coltivava il suo appezzamento di terra, in località detta “Fracasso”, rinvenne una croce metallica di ottima fattura artigianale.
Visto che il testimone in questione morì in età avanzata (nel 1935), si suppone che l’episodio del ritrovamento avvenne sicuramente negli anni antecedenti la sua morte. Il toponimo “Fracasso”, potrebbe forse derivare da un catastrofico episodio o terremoto di difficile datazione, che secondo i racconti degli anziani potrebbe essere aver cancellato l’antica città di Pollischìo. Sul toponimo fracasso una teoria che potrebbe essere ricondotta al toponimo potrebbe essere riferita a qualche incursione saracena. Solitamente queste incursioni avvenivano seguiti da un gran baccano ad opera dei Turchi che annunciavano l’invasione ed i saccheggi nei villaggi, tale considerazione ci viene dalle crono-storie riportate a noi oggi grazie a studi e ricerche, per cui ipotesi da non sottovalutare.

Detto territorio un tempo aveva un’economia molto fiorente, basata sull’agricoltura e la pastorizia, gli abitanti erano sparsi sulla vallata (chiamata ancora oggi “Badìa”) e molti nomi e toponimi ancora oggi in uso nel linguaggio locale, riconducono senza ombra di dubbio a quelli che furono sicuramente insediamenti monastici e religiosi con annesse presenze laiche (per la maggior parte umili pastori e contadini) come ad esempio le località; Magazzini, Stuppia,San Cesareo, San Gregorio, San Nicola e San Biagio, quest’ultime non solo ci danno una chiara interpretazione di come i Santi Armeni siano stati i più venerati del comprensorio, ma ci indicano numerose presenze umane sparse o verosimilmente più organizzati come villaggi e contrade.

L’avvento di Internet, per quanto discutibile possa essere, oggi dà l’opportunità di confrontare le notizie storiche con le varie analogie espresse dai frequentatori appassionati, ma anche dai conoscitori degli avvenimenti storici, spesso queste persone generano interessanti confronti e scambi di opinioni, che innescano interesse e curiosità. Ed è proprio su Facebook che qualche anno fa ebbi uno scambio di opinioni con il Sig. Giuseppe Micheletti su un gruppo dedicato proprio a Staiti. Mi colpì un “post” che faceva riferimento Pollìschio, argomento su cui stavo lavorando da mesi. Contattai privatamente Micheletti che vive all’estero da molti anni al quale spiegai che stavo cercando informazioni atte a ricostruire la vicenda di Pollìschio dal punto di vista leggendario, mi resi subito conto di aver avuto la possibilità di raccogliere la testimonianza importante. Micheletti con molta cortesia mi scrisse testualmente: <<quel che so di Fracasso è che certamente non si chiamava cosi`, ma dal fatto che sia successo qualcosa di grave, più grande di quello che noi pensiamo… Allora forse si chiamava Pollìschio. Io credo che esistesse un piccolo paese, che viveva esclusivamente d`agricoltura ,con lavorazione dei metalli, del legno e custureri (sarti) …Intorno a questo paese vi era gente che abitava in pagliai e qualche abitazione sparsa… Non dobbiamo dimenticare che era una zona molto boscosa e la fiumara di Bruzzano era un tempo navigabile. Forse Annibale è arrivato a Tridetti entrando da lì. I romani che avevano bisogno di legno hanno praticato il disboscamento di questi luoghi. Ritornando a Fracasso, mi ricordo che negli anni 50, il fosso zona limitrofa era molto attivo e coltivato dappertutto. Con case-fienili ricovero per gli animali d’allevamento ,vacche , capre, e pecore , maiali ecc… Si produceva tutto per il fabbisogno della famiglia dalla lana al grano, dalle fave all’ avena. Questo paese forse è scomparso a causa di un’alluvione, una frana ma potrebbe essere stato cancellato a causa di violentissimo terremoto>> .

A questa testimonianza vanno sicuramente aggiunti i racconti dei natii di queste zone, che di certo non avvalorano nessuna tesi a riguardo ma, alimentano altresì molta curiosità, alla quale servirebbe creare un interesse di studio maggiore. In questo lembo di terra di Calabria, sono molti gli idiomi ancora oggi in uso per identificare un luogo, una zona, un punto preciso del territorio. Pollìschio potrebbe essere stato di origine antecedente alla costruzione dell’Abbazia di Tridetti e quindi di origine (Greca)? O si tratta solo una leggenda priva di fondamento? Il toponimo “fracasso”, potrebbe riferirsi ad un catastrofico evento meteorologico o geofisico (appunto un fracasso)? Oppure si tratterebbe solo di inquietanti coincidenze? Ad oggi è difficile dirlo con certezza!

Stando alle ricerche condotte dal ricercatore Carmine Laganà, dato che il nucleo di Staiti prese il nome dalla Famiglia Stayte (di origine Messinese intorno al 1590), e che come dimostrano i registri esaminati, il Feudo risulta riscattato da Federico Stayte a causa dei debiti lasciati dalla Madre, è ipotizzabile che Pollìschìo, fu trasferito nell’attuale Staiti in questa occasione.

E’ dunque tra i boschi di queste aspre colline che sono caratterizzate da una fitta e rigogliosa vegetazione tipica di macchia mediterranea che si nascondono tanti segreti, che varrebbero la pena essere approfonditi per comprenderne la storia e le origini di questi luoghi che oggi potrebbero rappresentare un enorme patrimonio archeologico immenso.

Solo attraverso lo studio dei toponimi, che si potrà approfondire l’origine ed il declino stesso di queste antiche civiltà, scomparse nel silenzio delle montagne, divenute ormai, scrigni di segreti e misteri. Luoghi inaccessibili, dove ancora risuonano echi di storie, e civiltà che attraverso le leggende vivono tra i dialetti dei paesi pedemontani dell’area Grecanica Calabrese

Sicuramente la storia di “Pollìschio”, potrebbe rivelarci molto di più della leggenda narrata, potrebbe rivelarci tasselli di storia ancora celata sotto foreste vergini e antiche civiltà sconosciute.

By Carmine Verduci

VALLE-ARMENI-2019

Domenica 1 Dicembre, alla scoperta della Valle degli Armeni

Domenica 1 Dicembre torna un classico delle nostre esperienze sul territorio, allo scopo di far conoscere ed apprezzare angoli di territorio unici e caratteristici.  Un Trekking davvero particolare che si snoderà fra i territori di Staiti e Bruzzano Zeffirio. Due luoghi che fanno parte della cosiddetta “Vallata degli Armeni” denominazione creata nel 2015 proprio dal nostro gruppo di promozione territoriale, che rappresentano l’essenza primordiale dell’armenità in questo territorio della bassa Calabria che ha molto da raccontare e da esprimere.

8 KM immersi nella storia, su antichi sentieri e strade greco-romane che ripercorrono oggi le vie di comunicazioni di antichi casali e borghi abbandonati accomunati dalla loro antica cultura Bizantina che ancora oggi è impressa nei loro segni del passato. Tracce indelebili che attraverso la lettura storica, ci proiettano in un universo ricco di testimonianze archeologiche che sfogliano pagine di storia forse poco conosciuta.

Partiremo da Santa Maria di Tridetti un’antica Abbazia Bizzantina che ricade nel territorio del Comune di Staiti,  esempio scoperta dal noto Archeologo Paolo Orsi nel 1912 è stata dichiarata Monumento Nazionale Bizantino. Un edificio sacro dell’XI° secolo che giace silenziosa nella vallata chiamata ancora oggi Badìa.

Arriveremo a Bruzzano Vetere,  attraversando l’omonima fiumara e passando attraverso vie di comunicazione del periodo greco-romano, La Rocca degli Armeni non smette di stupire ed affascinare per la sua posizione e la sua antichissima origine. Il suo castello ed i ruderi del borgo e l’arco trionfale dei Principi Carafa  sono la chiara rappresentazione delle antichissime origini di un popolo che si sta riscoprendo e sta prendendo coscienza dell’enorme importanza avuta nel passato.

Un viaggio indietro nel tempo, tra campi desolati, coltivati a ulivi, vigneti e grano che si apriranno a scorci unici, dalla cornice preaspromontana al mare passando per la fiumara che è il confine geografico tra i due territori di Staiti e Bruzzano Zeffirio.

 

PROGRAMMA:

ORE 08:30 Incontro presso bivio per Staiti (organizzazione automobili per il rientro)
ORE 09:00 Inizio escursione con la visita all’Abbazia di Santa Maria di Tridetti
ORE 10:30 Inizio trekking con meta Rocca Armenia attraversando la fiumara di Bruzzano
ORE 12:00 Arrivo a Rocca Amenia (degustazione tipica focaccia di Bruzzano)
ORE 13:30 Visita al Borgo di Bruzzano, il Castello Feudale e l’Arco trionfale dei Principi Carafa
ORE 15:00 Rientro

 

SCHEDA TECNICA:

Escursione di tipo: E/T (Escursionistica/Turistica)
Difficoltà: Facile
Lunghezza: 8,5KM
Dislivello Medio: 100mt
Adatta ai bambini: SI (Se accompagnati dai propri genitori)
Tempo totale: 6H (soste incluse)
Presenza d’acqua: NO (solo a Bruzzano Vetere)

 

PRENOTAZIONI:

Si effettuano entro e non oltre Sabato 30 novembre Telefono 347-0844564 (fornendo il proprio Nome e Cognome) no messaggi whatsapp!

ATTREZZATURA CONSIGLIATA:

Scarponcini da trekking, cappellino, occhiali da sole, k-way leggero, scorta d’acqua (almeno 1,5lt), snack o spuntino per il pranzo.

 

E’ PREVISTA UNA QUOTA DI PARTECIPAZIONE SIMBOLICA PARI A 10€ A TESTA (che comprende visita, e contributo per la degustazione) da versare al momento della registrazione al punto d’incontro dei partecipanti.

 

*Non è prevista alcuna formula assicurativa, il partecipante presa visione del programma e delle note tecniche esonera e aderisce al programma esperienziale previsto e descritto.

 

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