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Il Natale nell’area grecanica attraverso la gastronomia tipica

Oggi è uso comune indicare e consumare come dolci tipici della nostra area per le feste natalizie i protali e le nacàtole. Ma non è così. Infatti  da alcune ricerche fatte dallo studioso bovese Pasquale Casile e pubblicati in in uno dei suoi quaderni di cultura greco-calabra “Dèi e Zangréi” questi dolci solo di recente sono divenuti esclusivi del Natale ma  invece un passato avevano una funzione rituale di dolci prenuziali (i pretali) e nuziali (le nacàtole) in ambito magno-greco.

Secondo una descrizione del Marzano le nacàtole, di forma ellissoidale, con una piccola cuna e con una spirale dentro, che figurerebbe da bamboccio agli inizi del novecento era il dolce che veniva offerto specialmente nei matrimoni.Quindi la loro funzione dal punto di vista rituale era quella di propiziare il concepimento e la nascita di una nuova vita. Inoltre vengono prodotte in territorio bovese utilizzando il fuso e il vaglio “u crivu” che sono gli unici due attrezzi ad essere adoperati dalle massaie per comporre e modellare le nacàtole (in nessun’altra occasione li ritroviamo utilizzati insieme). La presenza di questi due attrezzi sembra che non assolva ad una funzione meramente pratica per  la preparazione del dolce  ma a quella del tutto simbolica di servire, col loro impiego, a sacralizzarlo.

Il fuso infatti nella tradizione greco-pagana rappresenta l’attributo delle Mòire, le antiche divinità del parto. Il loro compito era tessere il filo del fato di ogni uomo, svolgerlo ed infine reciderlo segnandone la morte. Queste erano tre: Cloto la “filatrice“, Lachesi la “fissatrice della sorte” ed Atropo, “la irremovibile“, particolarmente temuta dagli uomini perché colei che taglia il filo, e recide con il suo drastico gesto la vita. Mentre il vaglio è l’attrezzo rituale più importante del culto di Dioniso infatti veniva indicato pure come Dio del Vaglio.

Clotho, Lachesis and Atropos, the Greek Fates or Moirai. . Handcolored copperplate engraving engraved by Jacques Louis Constant Lacerf after illustrations by Leonard Defraine from Mythology in Prints, or Figures of Fabled Gods, Blanchard, Paris, c.1820.

I pretali invece, chiamati anche con le varianti pratàli, pretàli, petràli, pitràli, protàli ecc. la cui origine etimologica del nome indicava “le offerte prenuziali” portate al tempio dai genitori della promessa sposa.Ciò è confermato dalla Suda, un dizionario enciclopedico greco redatto intorno al X sec. d.C., che alla voce “protélia”, indica una determinata festività ateniese che precedeva in ordine temporale quella assai più nota dei “gamélia”, che cadeva nel mese di gennaio, il mese delle nozze.

Protélia: È questo il nome del giorno in cui i genitori conducono alla dea sull’acropoli la fanciulla in procinto di sposarsi, e compiono dei sacrifici. A rafforzare questa tesi dell’importanza che avevano i riti prenuziali  e nunziale nell’antica cultura magno greca  che sono giunti fino a noi vi sono i rinvenimenti archeologici di  frutta votiva in terracotta, le raffigurazioni di dolci antropomorfici che hanno per soggetto bambini, nonché la cerimonia misterica del “corredo della sposa” nelle pìnakes locresi. Infine, quindi, essendo il mese delle nozze a gennaio e comunque vicino al Natale e le nacàtole una rappresentazione della natività, con il tramonto inevitabile dei rituali greco-pagani a favore della religione cristiana, questi dolci sono accostati oggi alle feste natalizie. Tutto questo ci porta ancora una volta ad avvalorare ed a sostenere la cultura e l’identità grecanica che per fortuna ancora oggi si nasconde e si conserva tra le nostre tradizioni.

LA RICETTA NACATOLE
Ingredienti per quattro persone:

farina: 1 Kg

uova: 3
strutto: 150g
zucchero: 300g
anice: 1 bicchiere
lievito:  200 g

Man mano che le preparate sistematele tra due tovaglie in un luogo caldo e lasciatele lievitare. Sistemate la farina a fontana sulla spianatoia. Mettere dentro le uova, lo strutto, lo zucchero l’anice e il lievito sciolto in un poco d’acqua tiepida; sbattete il tutto con una forchetta quindi impastate la farina. Lavorate a lungo la pasta ottenuta, fino a farla diventare soffice e liscia, a questo punto staccate una parte dell’impasto, formate dei cordoncini abbastanza lunghi che distenderete prima sul vaglio e poi avvolgerete nel fuso (o nel manico di un cucchiaio di legno) e date la forma alle “nacatuli”. Quando diventano gonfie e leggere, friggetele in abbondante olio di oliva extravergine.

RICETTA PER I  PRETALI
Ingredienti:

Per la sfoglia
Farina: 1 kg
zucchero: 300 g
strutto: 250 g
lievito per dolci: 2 bustine
uova: 4
latte: quanto basta
bicchierini di anice: 2
buccia grattugiata di un limone

Per il ripieno:

mandorle sgusciate: 500 g
fichi secchi: 1 kg
gherigli di noci: 200 g
uva passa: 200 g
un pizzico di cannella in polvere
un pizzico di chiodi di garofano in polvere
la buccia di un mandarino tritata finemente
miele: 600 g

Per ornare:
Glassa bianca o al cioccolato, 1 busta di confettini colorati. Sgusciate le mandorle  poi pelatele e fatele tostare brevemente in forno.

Sgusciate, quindi, le noci e spezzettatele insieme alle mandorle, mescolandole insieme. Tagliare i fichi in piccolissimi pezzetti, mescolandoli poi a cinque cucchiai abbondanti di miele naturale, di castagno preferibilmente o meglio ancora locale.
Mettete tutti questi ingredienti aggiungendo i chiodi di garofano, la cannella e la buccia del mandarino, in una pentola ben capiente, a fuoco basso per circa 10 minuti e con un cucchiaio di legno mescolate spesso per evitare che si attacchino.  Lentamente, e poco alla volta, alternando, aggiungete al composto un po di caffè, e di mosto cotto.
Levatela dal fuoco, versandola in una terrina capiente e spruzzandovi dentro una dosa abbondante di liquore di anice. Coprite con un coperchio e lasciate riposare (preferibilmente per almeno un giorno).

Sfoglia di copertura:
Fate un cerchio con la farina e nel foro centrale dovete aver cura di versare tutti gli ingredienti a partire dallo zucchero, poi dalle uova,  e poi tutto il resto.
Mescolate bene e poi rapidaιrιente unitevi la farina lavorando il tutto molto delicatamente fino ad ottenere una pasta liscia e compatta.
Fatene una specie di palla. Intanto scaldate il forno a 200 gradi.
A questo punto si possono dare diverse forme. Col mattarello stendete delle fogliette  piuttosto sottili quindi tagliate dei quadrati; con un cucchiaio prendete un po’  del ripieno e sistemate su una metà, piegate l’altra metà del quadrato fino a coprire completamente il ripieno e così fino all’esaurimento degli ingredienti.
Sistemateli su una teglia unta o coperta  di carta da forno, infornate e fate cuocere fino a che non abbiano preso un buon colore dorato in superficie. Toglieteli dal forno e guarnite i petrali con i confettini colorati o con la glassa.

By Pasquale Callea

 

 

 

Domenica 8 Marzo “Festa delle Donne del Vino”

Iniziativa in collaborazione con Enoteca Care Vigne di Reggio Calabria, Pro Loco Brancaleone, Associazione Caretta Calabria Conservation, F.I.D.A.P.A. sez. Brancaleone e Associazione Donne del Vino Calabria. 

Si svolgerà a Brancaleone (RC) Domenica 8 Marzo 2020, questo importante appuntamento culturale, legato alla condivisione delle esperienze nel campo della viticoltura e delle Donne impegnate nel sociale nel campo agricolo.

Le Donne del Vino in Calabria, lanciano forti e chiari messaggi per il rispetto dell’ambiente agricolo e marino.

L’evento si terrà a Brancaleone (RC) nei luoghi che vedono impegnate da anni le Associazioni Caretta Calabria Conservation e Kalabria Experience che in questa occasione guideranno in una passeggiata urbana tra storia, cultura e letteratura. Le suindicate Associazioni,  avranno come filo conduttore il tema dell’ Ecosostenibilità in Agricoltura e Turismo Naturalistico cui seguirà un’approfondimento sulle attività di tutela del mare e delle tartarughe nidificanti lungo la costa ionica di Reggio Calabria.

L’itinerario;

Sarà una giornata culturale a spasso alla ricerca dell’essenza poetica di Cesare Pavese, personaggio che trascorse il suo confino politico negli anni ’30 proprio a Brancaleone che ispirò numerosi versi e romanzi. Un urban-trekking facile e adatto a tutti che da Piazza stazione si porterà al Museo del Mare di Brancaleone dove ad attenderci ci sarà una delle volontarie Fondatrici dell’Associazione Caretta Calabria Conservation che ci condurrà attraverso i modelli in scala delle imbarcazioni, nel magico mondo del mare e della fauna che caratterizza la costa ionica reggina, rinomata per le sue spiagge, prescelte dalle tartarughe marine. Il percorso prevede la visita del piccolo Museo del mare e dei luoghi e della dimora di Cesare Pavese, all’interno della quale si servirà un light lunch durante un incontro di approfondimento sul turismo naturalistico insieme alle Donne del Vino e Fidapa di Brancaleone,

Il percorso passerà dall’Albergo Roma dove Pavese trascorse alcuni giorni prima di trasferirsi in altra sede.

Faremo una passeggiata su un pezzo del Lungomare di Brancaleone caratterizzato dalle imbarcazioni dei pescatori e dallo scoglio di Pavese su cui amava fare il bagno, attraverseremo poi il Corso Umberto I° per  giungere nella dimora che ospitò Cesare Pavese dall’Agosto del 1935 fino al 1936 all’interno della sua stanza sarà possibile calarsi nell’atmosfera anni ’30 attraverso un excursus storico esposto dal suo proprietario Tonino Tringali che ne ha custodito la memoria.

Al termine della visita alla piccola stanzetta di Pavese, si proseguirà con un piccolo incontro e riflessioni sul tema: “Sostenibilità delle Produzioni Agricole e del Turismo Naturalistico” esposto da autorevoli personalità del mondo associazionistico e imprenditoriale del territorio. Il tutto si concluderà con una degustazione e aperitivo accompagnati da Prodotti Tipici del Luogo.

PROGRAMMA:

ORE 09:30 Incontro/Raduno dei partecipanti presso Piazza Stazione a Brancaleone Marina
Incontro con : Carmine Verduci (Presidente della Pro-Loco di Brancaleone e Responsabile del Gruppo di Promozione Territoriale Kalabria Experience) e con Alessandra Moscatello (Direttivo della Pro-Loco di Brancaleone e Guida Turistica).

ORE 10:00 – Visita al Museo del Mare di Brancaleone
Accompagnati da Carmela Mancuso (Socio Fondatore dell’Associazione Caretta Calabria Conservation)

ORE 11:00Percorso Pavesiano

Percorso urbano facile che ripercorrerà i luoghi simbolo della permanenza dello scrittore Piemontese nella cittadina durante l’anno d’esilio politico 1935

ORE 12:30 Visita alla dimora del confino di Cesare Pavese

Accolti da Tonino Tringali (proprietario della casa) che ci guiderà all’interno della storia che ha caratterizzato la permanenza a Brancaleone dello scrittore.

ORE 13:00 – Aperitivo

Riflessioni sul tema: Donne, Vino e Ambiente -”Sostenibilità delle produzioni agricole e del turismo naturalistico”

APRIRA’ GLI INTERVENTI:

  • Adele Muscolo ( Mediterranea University Agraria Department)

SEGUIRANNO:

  • Vincenza Alessio Librandi (Delegata dell’Associazione Donne del Vino Calabria)
  • Tiziana Pedà (Enotecaria e Sommelier Professionista Ais, DDV Calabria)
  • Rosita Crea (Presidente F.I.D.A.P.A. sez. di Brancaleone)
  • Sebastiano Stranges (Agronomo e ricercatore, esperto di Viticoltura)

ORE 13:30 – Aperitivo con degustazioni accompagnate da Prodotti Tipici del luogo.

 

Per aderire all’iniziativa è opportuno prenotarsi telefonando al numero +39 3470844564 (entro e non oltre il 6 Marzo 2020) rilasciando il proprio nominativo e recapito.

La partecipazione prevede un piccolo contributo di 8€ a persona che comprende: organizzazione, ingresso museo del Mare, Percorso Pavesiano in città, e degustazione prodotti tipici del luogo.

 

SCARICA LA LOCANDINA

FESTA DELLE DONNE DEL VINO

 

 

 

 

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